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walt whitman

poesia sulle attività quotidiane degli operai e delle operaie di questi stati (italian)

walt whitman on eBay

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Venite qui da me, avvicinatevi, amanti miei, prendete il meglio che ho,
Lasciatevi avvicinare e datemi il meglio che avete.
Per me non è ancora finita – e com’è per voi?
Sono rimasto agghiacciato dalla freddezza dei caratteri, dei cilindri,
della carta fresca di stampa che ci divideva.
Sono proprio a disagio con carta e stampa, e mi trovo meglio a
contatto di corpi e anime.
Io non vi ringrazio per amarmi, così come sono e perché amate
toccarmi – so che è bello per voi far così.
Anche se io esibissi tutto il sapere, sia pratico che teorico, a che
servirebbe?
Anche se io fossi un preside, un padrone generoso, un saggio politico,
a che servirebbe?
Anche se io fossi il padrone che vi assume e vi paga, sareste per ciò
soddisfatti?
Il dotto, il virtuoso, il buono, con i soliti termini,
Un uomo come me, e mai con i soliti termini.
Io non sono né servo né padrone,
Accetto senza distinzioni un prezzo alto come uno basso – pretendo
quanto mi spetta da chiunque si serve di me,
E sarò in pari con te come tu lo sarai con me.
Se sei un operaio o un’operaia, ti sono vicino come uno che lavora
nella tua stessa officina,
Se fai dei doni a tuo fratello o al tuo più caro amico, pretendo di esser
trattato come un fratello o il tuo più caro amico,
Se il tuo amante, tuo marito o tua moglie sono ben accolti giorno e
notte, anch’io pretendo la stessa accoglienza,
Se tu cadi in basso, se diventi un criminale, se ti ammali, anch’io farò
lo stesso per amor tuo,
Se ripensi alle tue azioni folli e fuorilegge, non pensi che anch’io
possa ricordare le mie azioni folli e fuorilegge? E che sono
proprio tante?
Se tu stravizi a tavola, io faccio lo stesso dall’altro capo del tavolo,
Se ti incontri con uno o una sconosciuta per strada e te ne innamori,
forse che io non ne ho incontrati tanti di cui mi sono
innamorato?
Se tu riconosci in me qualcosa di eccezionale, io riconosco in te lo
stesso, e forse anche di più.
Ma insomma, che opinione hai di te stesso?
Sei tu allora che ti reputi inferiore?
Sei tu allora che reputi il presidente superiore a te? O il ricco migliore
di te? O il dotto più saggio di te?
Solo perché hai la pelle grassa o con l’acne, o perché un tempo eri un
ubriacone o un ladro, o eri malato, o sofferente di
reumatismi, o una prostituta, o lo sei ora, o per leggerezza o
per debolezza, o perché non hai istruzione e non hai mai visto
stampato il tuo nome, accetti forse di essere meno immortale?
Anime di uomini e donne! Non siete voi che io chiamo, invisibili,
inaudibili, intoccabili e che non toccano,
Non è di voi che vado a discutere i pro e i contro e a decidere se siate
vive o no,
Riconosco pubblicamente chi siete, anche se nessun altro lo fa, – vi
vedo, vi sento e vedo ciò che date e prendete,
Ma cosa c’è che voi non possiate dare o prendere?
Non vedo solo che siete istruite o di razza bianca, sposate, non
sposate, abitanti di Stati vecchi, abitanti di Stati nuovi,
qualificate in qualche professione, signora o gentiluomo in un
salotto, con l’uniforme della prigione o con quella del pulpito,
Non solo libero abitante di Utah, Kansas o Arkansas – non solo libero
cubano, non solo schiavo, non nativo del Messico, piedipiatti,
negro dall’Africa,
L’iroquois che mangia la carne di guerra, che strappa il pesce dalla
sua tana di roccia e sabbia, gli esquimesi nelle gelide buie
case di ghiaccio, il cinese con gli occhi a mandorla, il
beduino che va nomade, tabounschik1 a capo della sua mandria,
Adulto, adolescente e neonato di questo paese e di ogni paese, in casa
e fuori, io vedo – e dietro o attraverso loro, sta tutto il resto.
La moglie, e non è in nulla inferiore al marito!
La figlia femmina, e vale tanto quanto il figlio maschio!
La madre, ed è in tutto alla pari con il padre!
I figli di chi non è ricco, i ragazzi che imparano un mestiere,
I giovani che lavorano nelle fattorie e i vecchi che lavorano nelle
fattorie,
L’ingenuo, l’umile, il duro, quello che va all’urna per votare, quello
che si diverte e quello che non si diverte affatto,
Meccanici, uomini del sud, nuovi arrivati, lavoratori, marinai di navi
da guerra, di mercantili, di battelli costieri,
Tutti li vedo, vicini e lontani ugualmente li vedo,
Nessuno mi sfugge e nessuno vuole sfuggirmi.
Porto ciò che più ti serve, che pur sempre hai,
Non denaro, amori, abiti, cibo, ma altrettanto utile,
Non mando un agente o un mediatore, non offro l’equivalente del
valore, ma offro il valore stesso.
C’è qualcosa che convince, ora e per sempre,
E non è quanto viene stampato, predicato, discusso – perché sfugge
discussioni e stampa,
E non può essere messo in un libro, e non c’è in questo libro,
Ed è per te, chiunque tu sia – e non dista da te più di quanto da te non
distino vista e udito,
Ed è suggerito dalle cose più vicine, usuali e pronte – che pur diverse,
però perennemente lo provocano – e cosa c’è di pronto e
vicino a te ora?
Puoi saper leggere in molte lingue, e non leggere nulla sul suo conto,
Puoi saper leggere il messaggio del presidente, e non trovarvi nulla
sul suo conto,
Nulla nei rapporti del ministero degli esteri o del tesoro, sui
quotidiani o sui settimanali,
O nei moduli per il censimento, o nella dichiarazione del perito, o nei
prezzi del giorno o nei bollettini della borsa.
Il sole e le stelle che fluttuano nel cielo aperto – la terra a forma di
mela e noi su di essa, sicuramente la spinta che li muove è
qualcosa di grandioso!
Non so che cosa sia, so solo che è grandioso e che è la felicità,
E che il valore che ci tiene tutti uniti non è una speculazione, né una
battuta o una prova,
E non è qualcosa che, se siamo fortunati, è un successo per noi, ma se
non lo siamo, è per noi un fallimento,
E non è qualcosa che può essere revocato in certe situazioni.
Luce e ombra, la strana sensazione del corpo e della propria identità,
l’avidità che con compiacenza perfetta divora ogni cosa,
l’orgoglio e l’infinito protendersi dell’uomo, gioie e dolori
indicibili,
La meraviglia che ognuno vede in tutti quelli che vede, le meraviglie
che colmano ogni minuto del tempo per sempre, e ogni metro
di superficie e spazio per sempre,
Hai creduto che esistessero per i tuoi interessi o per i lavori nei campi?
O per i profitti del negozio? O perché tu potessi farti una
posizione? O per il tempo libero di un gentiluomo o di una
signora?
Hai creduto che il paesaggio prendesse sostanza e forma solo per
essere rappresentato in un dipinto?
O gli uomini e le donne perché se ne potesse scrivere e cantare?
O la forza di gravità e le leggi fondamentali e le combinazioni
armoniose e i fluidi dell’aria solo come materia per i savans?
O la terra bruna e il cielo blu per le mappe e le carte nautiche?
O le stelle per essere raggruppate in costellazioni e ricevere nomi
fantasiosi?
O che i semi germogliassero per le statistiche agricole, o per
l’agricoltura in se stessa?
Antiche istituzioni, queste arti, biblioteche, leggende, collezioni,
esperienze trasmesse nei manufatti, attribuiremo loro un
valore così alto?
Valuteremo tanto i nostri soldi e il nostro lavoro? Non ho niente da
obiettare,
Do loro il massimo valore, però valuto al di sopra di tutto il bimbo
nato da un uomo e da una donna.
Abbiamo pensato la nostra Unione grande e la nostra Costituzione
grande,
E io non dico che non siano grandi e buone, perché lo sono,
E anche oggi ne sono innamorato proprio quanto te,
E poi sono eternamente innamorato di te e di tutti i miei compagni
sulla terra.
Noi consideriamo divine le bibbie e le religioni – non voglio dire che
non lo siano,
Ma dico che sono nate da te e possono ancora nascere da te,
E non sono loro a dare la vita, sei tu che dai la vita
Le foglie non germogliano dagli alberi, o gli alberi dalla terra, più di
quanto non germoglino da te.
L’insieme di tutto ciò che so degno di stima lo raduno in te, chiunque
tu sia,
Il presidente è qui, nella Casa Bianca per te, e non sei tu qui per lui,
I Segretari di Stato lavorano nei loro uffici per te, e non tu per loro,
Il congresso si riunisce ogni dicembre per te,
Le leggi, i tribunali, la formazione degli Stati, gli statuti delle città, il
traffico del commercio e della posta, sono tutti per te.
Dottrine, politiche e civiltà scaturiscono tutte da te,
Statue, monumenti e qualunque cosa che abbia lasciato da qualche
parte una traccia, trovano in te una corrispondenza,
La sostanza della storia e della statistica, risalendo nel tempo fino a
che i documenti lo consentono, ora si trova in te, e così i miti
e così le leggende,
E se in questo momento tu non fossi qui a respirare e camminare,
tutto ciò dove sarebbe?
I più famosi poemi sarebbero solo cenere, l’oratoria e il teatro solo un
nulla.
Ogni costruzione è ciò che tu fai quando la guardi,
Credevi invece che fosse solo pietra bianca o grigia? o le linee degli
archi e dei cornicioni?
Ogni musica è ciò che suscita in te, quando vieni sollecitato dagli
strumenti,
E non è i violini o le trombe – e non è l’oboe né il rullio dei tamburi,
né lo spartito del baritono che canta la sua dolce romanza,
né quello del coro maschile, né quello del coro femminile,
Ma è più vicina e più lontana.
Ma tutto allora ritornerà?
Potrà ciascuno, solo guardando nello specchio, scorgere i segni
del meglio? E c’è nulla di più grande o di più ancora?
E sta tutto lì con te e qui con me?
Le antiche e sempre nuove cose – mio sciocco ragazzo! le cose più
semplici e più vicine, questi momenti con te,
La tua persona e ogni particella che riguarda la tua persona,
Il pulsare del tuo cervello che aspetta il momento opportuno e un
incoraggiamento da ogni azione e da ogni occhiata,
Tutto quello che fai di giorno in pubblico e quello che fai di nascosto
tra un giorno e l’altro,
Ciò che si reputa giusto e ciò che si reputa sbagliato, ciò che vedi o
tocchi, ciò che provoca la tua rabbia o il tuo stupore,
I ceppi dello schiavo, il letto del dormitorio, le carte del giocatore, la
matrice del falsario,
Ciò che si vede e si impara dalla strada, o si impara per intuizione,
Ciò che si impara nella scuola pubblica, l’alfabeto, leggere, scrivere,
far di conto, la lavagna, il grafico del maestro,
I vetri delle finestre e quel che si vede attraverso, l’uscita della
mattina, l’inutile trascorrere del giorno,
(Ma cos’è che hai trasformato in denaro? Ma cos’è che ti ha fatto
avere quello che volevi?)
La solita routine, bottega, fabbrica, fattoria, ufficio, negozio, scrivania,
Divertirsi a caccia o a pesca, vivere di caccia o di pesca,
La vita sui monti, a foraggiare, mungere, pascolare, tutto il personale
e le attività,
L’orto delle prugne, delle mele, il giardinaggio, i nuovi getti, la
potatura, i fiori, le viti,
Grano, letame, marna,2 argilla, humus, aratro, badile, piccone,
rastrello, zappa, irrigazione, drenaggio,
La striglia, il sottosella, la cavezza, le briglie, il morso, un pugno di
fuscelli,
La stalla e il recinto, secchi, mangiatoie, covoni, rastrelliere,
Prodotti, vendita, progettazione, costruire le città, tutte le attività che
vi si svolgono, gli attrezzi per questi lavori,
Incudine, tenaglie, martello, ascia e zeppa, squadra, giunto, raccordo,
pialla,
Sonda, cazzuola, livella, il ponteggio, il lavoro per muri e soffitti,
ogni lavoro di muratura,
La locomotiva a vapore, leva, manovella, asse, pistone, albero,
compressore, caldaia, trave, puleggia, cardine, flangia,
cinghia, bullone, valvola, regolatore, stantuffi,
La bussola della nave, la cerata3 del marinaio, stralli e spezzoni di
cima, paranco per ancorarsi o ormeggiare, le scialuppe di
salvataggio per il naufragio,
La barra della corvetta, la ruota e la campana del timoniere, la barca
da crociera o il peschereccio, il grande vaporetto di cento
metri tutto imbandierato a pieno regime, con i suoi opulenti e
fieri parapetti e le delicate pale che prillano veloci,
La scia, la cima, gli ami, i piombi, la rete, gettare la rete,
L’arsenale, armi piccole, fucili, polvere da sparo, colpo, detonatori,
cartucce, l’artiglieria per la guerra, convogli;
Le cose di tutti i giorni, le sedie di casa, tappeto, copriletto, letto, lui o
lei che vi dormono, la notte, il vento che soffia, rumori
indistinti,
La bufera di neve o di pioggia, i pantaloni da lavoro, il capanno nel
bosco, la posta,4
Città e paesi, focolare, candela, luce a gas, riscaldamento,
acquedotto,
Il messaggio del Governatore, del Sindaco, del Capo della polizia – i
piatti di colazione, pranzo, cena,
La camerata, l’auto dei pompieri, il tiro dei cavalli, e dietro il carrello
o il rimorchio,
Il foglio su cui io o te scriviamo, ogni parola che noi scriviamo, ogni
segno o tratto della penna, e lo strano modo di trascrivere il
nostro pensiero, pur in modo vago,
L’elenco, il rivelatore,5 il registro contabile, i libri in fila sulla libreria,
l’orologio sul muro,
L’anello al tuo dito, il bracciale della signora, il talco, le boccette e i
barattoli del farmacista, una sorsata di birra,
L’etui6 dei ferri chirurgici, di quelli dell’oculista o dell’otorino, o di
quelli del dentista,
La serratura che può essere girata e chiusa in tanti modi diversi
quanti sono i minuti in un anno,
Soffiare il vetro, fabbricare chiodi, raccogliere il sale,
costruire tetti di latta, rifinire con il legno, fare candele,
costruire e montare serrature,
Fabbricare barche, fabbricare darsene, conservare pesci, traghettare,
spaccare pietre, lastricare marciapiedi,
La pompa, il battipalo, la grande gru, il forno a carbone, la fornace di
mattoni
Miniere di carbone, tutto quello che c’è laggiù, le lampade nel buio,
echi, canzoni, meditazioni, quei vasti pensieri nativi che
affiorano sui volti anneriti,
Fucine, i loro fuochi sulle montagne o lungo le rive dei fiumi e
intorno uomini che saggiano la fusione con sbarre enormi –
blocchi di minerale, la giusta mescola di minerali, calcare,
carbone – l’alto forno e il forno di puddellaggio,7 la scoria al
termine dell’ultima colata – il laminatoio, le massicce barre
di ghisa, la robusta rotaia a T per la ferrovia,
La lavorazione dell’olio, della seta, della biacca, lo zuccherificio,
la segheria a vapore, le grandi fabbriche e gli stabilimenti,
Le miniere di piombo e tutto quello che vi si fa laggiù o che si fa poi
con il piombo,
Le miniere di rame, le lamiere di rame e tutto quello che si forgia
dalle lamiere e tutto il lavoro per forgiare,
La lavorazione della pietra, i delicati fregi per facciate, finestre o
sopraporte – il mazzuolo, lo scalpello, il ditale che protegge
il pollice,
La stoppa, la spatola per calafatare, l’attrezzo da calafato – la caldaia
dove bolle il catrame e il fuoco acceso sotto,
La balla di cotone, il gancio dello stivatore, la sega e il secchio del
carpentiere, il vaglio di chi vaglia il carbone, lo stampo del
fonditore, il coltello da lavoro del macellaio, la sega per
ghiaccio e tutti i lavori con il ghiaccio,
La rotativa a quattro, la tirabozze, il foglio da stampare e il cilindro, il
bastoncino e la riga dell’assemblatore, la composizione
tipografica, dare una forma tipografica, al giornale tutti i lavori
dei banconi, delle cartelle, dei corrieri, dei giornalisti,
Gli strumenti per la dagherrotipia – gli arnesi dell’attrezzatore, di chi
fabbrica ganci, vele, bozzelli,
Oggetti di guttaperca, di cartapesta, colori, pennelli, il produttore di
spazzole, gli arnesi da vetraio,
L’impiallacciatura e il barattolo della colla, le decorazioni del
pasticcere, caraffa e bicchieri, forbici e ferro da stiro,
La lesina, il pedale, la capacità di una pinta e di un quarto, bancone e
sgabello, la penna d’oca o di metallo – la fabbricazione di
ogni sorta di arnesi taglienti,
La spalliera e le funi della palestra, esercizi maschili, il baseball, la
corsa, il salto, gli anelli,
I motivi delle carte da parati, tele cerate, tappeti, le fantasie delle
stoffe da donna, il timbro del rilegatore,
La birreria, la distillazione della birra, malto, tini, tutto ciò che viene
fatto da chi produce birra, vino, aceto,
La conciatura del cuoio, la fabbricazione di carrozze, caldaie, la
torcitura delle cime, distillazione, verniciatura delle insegne,
preparazione della calce, il lavoro del bottaio, la raccolta del
cotone, galvanostegia,
Le macchine per fabbricare doghe, piallatrici, mietitrici, aratrici,
trebbiatrici, vetture a vapore,
Il carro del carrettiere, l’omnibus, il gravoso carro per trasporti
pesanti,
I cavi elettrici del telegrafo srotolati sul terreno o stesi sul fondo del
mare, e poi il messaggio che in un istante copre diecimila
miglia,
Lo spazzaneve e i due motori che lo spingono, la corsa sul treno
espresso con una sola carrozza, l’andare veloci attraversando
una tempesta spaventosa – la locomotiva e tutto quello che la
riguarda,
La caccia all’orso o al procione, il falò dei trucioli all’aperto in città,
il gruppo di bambini a guardare,
I colpi del pugile, il montante e l’un, due, tre,
La pirotecnica, accendere di notte fuochi artificiali colorati, figure
bizzarre, razzi,
Vetrine, le casse nel deposito del custode del cimitero, la frutta sul
banco della frutta – il manzo sul banco del macellaio, il
mattatoio del macellaio, il macellaio con la veste da lavoro,
Il porcile dei maiali, il maglio per ucciderli, il gancio, la tinozza
bollente, sventrare, la mannaia, la mazza di chi inscatola, e il
lungo lavoro invernale per la preparazione del maiale,
I lavori per la farina, macinazione del grano, segale, mais, riso –
i barili, i mezzi barili, i barili da un quarto, le chiatte cariche,
alte pile su moli e argini,
Pane e dolci al panificio, i fiocchi della modista, i modelli del sarto, il
tavolino da te, i dolci fatti in casa;
Monete e medaglie, antiche monete di bronzo, busto, iscrizione, data,
soldo bucato, il centesimo di rame, i dieci centesimi
d’argento, il pezzo da cinquanta centesimi, il dollaro d’oro, il
biglietto da cinquanta dollari – monete attuali e studi e
reminiscenze sulle monete antiche,
Carta stampata, mappe, carte, litografie, quotidiani e settimanali,
La rubrica del cerco e trovo sul giornale da un cent, le notizie via
telegrafo, feste, opere, spettacoli,
Il centro degli affari di una città, i trottoirs8 di città dove migliaia di
persone ben vestite passeggiano su e giù,
Gli indumenti di cotone, lana, lino che indossi, i soldi che fai e che
spendi,
La tua stanza, la camera da letto, il pianoforte, la cucina e le pentole,
La casa dove vivi, l’affitto, gli inquilini, il conto in banca, la spesa dal
droghiere,
La paga del sabato sera, il rientro a casa, gli acquisti;
In tutto questo lo sforzo del peso più greve – e ben più di quanto tu ti
aspettassi, ma anche molto di meno,
In tutto questo, non ci sei tu – tu e la tua anima racchiudete ogni cosa,
a prescindere dal loro valore,
In tutto questo i tuoi temi, gli spunti, i provocatori – che se così non
fosse la terra intera non avrebbe temi, spunti e provocatori, né
mai li avrebbe avuti.
Non dico che ciò che tu vedi al di là sia inutile, né ti consiglio di
fermarti,
Non dico che le guide che tu ritenevi grandi non lo siano,
Ma dico che non ce n’è nessuna che meglio di quelle ti spinga a cose
più grandi, più tristi, più felici.
Vuoi cercare molto lontano? Alla fine tornerai indietro,
Nelle cose che ti sono più familiari, scopri il meglio, o l’equivalente
del meglio,
Nelle persone che ti sono più vicine, scopri le più dolci, le più forti, le
più amabili,
La felicità in nessun altro posto che qui – in nessun’altra ora che in
questa,
L’uomo nel primo che vedi o tocchi, e sempre nell’amico, nel fratello,
nel prossimo – la donna nella madre, amante, moglie,
I gusti e le occupazioni popolari hanno la precedenza sulle poesie o
in qualunque altro luogo,
Voi, operaie e operai di Questi Stati, con la vostra personale e forte
vita divina – con fermezza guardate sempre negli occhi il
Presidente, inflessibili, disinvolti, sapendo che dovete
portarlo a darvi un pieno e conciso rendiconto di sé,
E allora così tutto il resto lascia il posto agli uomini e alle donne.
Quando il salmo canterà al posto del cantore,
Quando il testo predicherà al posto del predicatore,
Quando il pulpito scenderà a rimpiazzare l’intagliatore che ha
scolpito il leggio,
Quando potrò toccare notte e giorno il corpo dei libri che
toccheranno il mio corpo a loro volta,
Quando i sacri calici o le particole eucaristiche, o il tornio o il gesso
produrranno come giovani argentieri o panettieri, o muratori in tuta,
Quando un corso universitario saprà attrarre come una donna e un
bimbo che riposano,
Quando l’oro delle monete nella cassaforte saprà sorridere come la
figlia del guardiano,
Quando i documenti legali poltriranno sulle sedie di fronte a me, e
saranno miei cari amici,
Allora vorrò tender loro la mano e rispettarli quanto rispetto gli
uomini e le donne.
1Dal russo: mandriano, cavallaio.