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walt whitman

poesia del corpo (italian)

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Corpi di uomini e donne mi abbracciano, e io li abbraccio,
Non mi lasciano andare, né io li lascio, finché non andrò con loro,
non li corrisponderò, non li amerò.
Ci si è mai chiesti se quelli che corrompono i propri corpi vitali si
nascondano?
E se coloro che profanano i viventi siano altrettanto empi quanto
quelli che profanano i morti?
E se il corpo non conti tanto quanto l’anima?
E se il corpo non fosse l’anima, l’anima cosa sarebbe?
L’espressione del corpo di un uomo o di una donna elude ogni
descrizione,
Quella del maschio è perfetta, e quella della femmina è perfetta.
L’espressione di un uomo ben fatto non appare solo dal viso,
È nelle sue membra, nelle articolazioni, è addirittura nei legamenti
delle anche e dei polsi,
È nel suo modo di camminare, nel portamento del capo, nella flessibilità
del busto e delle ginocchia – gli abiti non la possono
nascondere,
La sua qualità, forte dolce agile, traspare fra il cotone e la flanella,
Vederlo passare ti arricchisce quanto la migliore poesia, forse anche di
più,
Ti soffermi a guardare la sua schiena, e il retro del collo e della spalla.
L’abbandono e la rotondità dei bimbi, i seni e il capo delle donne, le
pieghe dei loro abiti, il loro atteggiarsi quando noi passiamo
per la via, il profilarsi della loro ombra capovolta,
Il nuotatore nudo nella piscina, osservato mentre nuota fra le
trasparenze del verde lucente, o si distende supino, e si culla
silenzioso nell’ondeggiare dell’acqua,
Il chinarsi avanti e indietro dei vogatori sulle barche a remi, il
cavaliere ritto in sella,
Le ragazze, le madri, le massaie, nell’esercizio delle loro funzioni,
Il gruppo di lavoratori seduti a mezzogiorno davanti alle gavette
aperte, e le mogli che aspettano,
La femmina che acquieta un bimbo, la figlia del contadino nel cortile o
nel recinto delle mucche,
Il giovane che zappa il grano, il conducente della slitta che guida i suoi sei cavalli fra la folla,
La lotta degli atleti, due giovani principianti, ben sviluppati, robusti, di
buon carattere, nativi del luogo, al tramonto, fuori all’aperto,
dopo il lavoro,
Le giacche e i berretti buttati a terra, l’abbraccio di amore e difesa,
La presa da sopra e da sotto, i capelli davanti arruffati che coprono gli
occhi;
La marcia dei pompieri in divisa, il gioco del muscolo virile sotto la
cintura e i pantaloni attillati,
Il lento rientro dall’incendio, il riposo e di nuovo all’improvviso il
suono della sirena lo stare all’erta,
Gli atteggiamenti naturali, perfetti, diversi, il capo chino, il collo
piegato, l’attesa,
Queste cose io amo: mi svincolo, vado libero, sono attaccato al seno
della madre con il poppante,
Mi muovo nell’acqua coi nuotatori, lotto coi lottatori, sono in fila a
marciare con i pompieri, mi riposo, presto attenzione, attendo.
Conoscevo un uomo, un semplice contadino, padre di cinque figli, che
erano padri di figli che a loro volta erano già padri di figli.
Quest’uomo era dotato di mirabile forza, calma e bellezza fisica,
La forma del capo, la ricchezza e nobiltà dei suoi modi, i biondi
capelli e la barba striata di bianco, l’insondabile profondità dei
suoi occhi neri,
Questo ero solito vedere quando lo andavo a trovare – ed era anche
saggio,
Alto sei piedi, aveva più di ottant’anni – i figli massicci, lindi, barbuti,
abbronzati, belli,
Che con le figlie lo amavano, e tutti quelli che lo conoscevano lo
amavano anch’essi, e non per rispetto, ma lo amavano d’un
amore spontaneo,
Beveva solo acqua, il sangue traspariva scarlatto dalla pelle del viso
abbronzato,
Andava spesso a caccia e a pesca, timonava
lui stesso la barca, e ne aveva una molto bella regalatagli
da un carpentiere navale – e aveva delle doppiette,
un regalo fatto da chi gli voleva bene,
Quando andava a caccia o a pesca con i cinque figli e numerosi nipoti,
lo avresti subito riconosciuto come il più bello e prestante del
gruppo,
Avresti voluto fermarti a lungo con lui – a sedere con lui sulla barca,
per potervi toccare a vicenda.
Mi sono accorto che stare con quelli che amo, mi basta,
Fermarmi in compagnia del gruppo la sera, mi basta,
Essere circondato da carni belle, briose, vive, ridenti, mi basta,
Passare fra loro, toccarne qualcuna, posare il braccio anche se lieve
mente sul collo di lui o di lei per un attimo – che cosa sarà mai,
allora?
Non chiedo nessun altro piacere, vi nuoto, come in un mare.
C’è qualcosa nello stare vicini a uomini e donne, nel guardarli, nel
contatto e nel loro odore, qualcosa che veramente soddisfa
l’anima,
Tutte le cose soddisfano l’anima, ma queste la soddisfano pienamente.
Questa è la forma femminile!
Da lei emana, dalla testa ai piedi, un nembo divino
Attrae con una forza irresistibile,
Sono sedotto dal suo respiro come se fossi null’altro che un inerme
effluvio – tutto scompare tranne noi due,
Libri, arte, religione, tempo, la solida terra visibile, l’aria, le nuvole,
ciò che si aspettava dal cielo o si temeva dall’inferno, sono ora
consumati,
Filamenti impazziti, zampilli incontrollabili se ne sprigionano, la
reazione è altrettanto incontrollabile,
Capelli, seno, fianchi, curva delle gambe, mani negligenti
abbandonate, completamente rilassate – anche le mie troppo
rilassate,
Flusso sferzato dal riflusso, riflusso sferzato dal flusso, carne d’amore
turgida e deliziosamente dolente,
Limpidi e illimitati getti d’amore caldo ed enorme, tremula gelatina
appassionata, candida esplosione e succo delirante,
Per lo sposo una notte d’amore, che penetra, dolce e sicura, nell’alba
prostrata,
Ondeggiando nel mattino docile e disponibile,
Perso nella fessura dell’accogliente dolce carne del giorno.
Questo il nucleo – dopo che il figlio nasce dalla donna, l’uomo nasce
dalla donna,
Questo il bagno della nascita – questo il fondersi di grande e piccolo, e
poi di nuovo un fiotto.
Non abbiate vergogna, donne! Il vostro privilegio racchiude il tutto, è
l’uscita di tutto,
Voi siete le porte del corpo, voi siete le porte dell’anima!
La femmina racchiude tutte le qualità e le tempra, – è al posto giusto,
si muove con perfetto equilibrio,
È ogni cosa debitamente velata, è sia passiva che attiva – è fatta per
concepire figlie ma anche figli, e figli oltre che figlie.
Quando vedo la mia anima riflessa nella natura, quando vedo tra la
nebbia un essere di inesprimibile perfezione e bellezza – ne
vedo il capo chino e le braccia incrociate sul petto, è la femmina
che vedo,
Vedo chi porta il grande frutto dell’immortalità – il bene perciò non
potrà mai essere assaporato dai dissoluti, né mai lo sarà.
Il maschio non ha meno anima, né di più – anche egli è al posto giusto,
Anche egli è pieno di qualità, è azione e potere, il rigoglio
dell’universo conosciuto è in lui,
Il disprezzo ben gli si addice e la brama e la sfida ben gli si addicono,
Le passioni più smisurate e selvagge, l’estrema felicità, l’estremo
dolore, ben gli si addicono – l’orgoglio è per lui,
Il ben diffuso orgoglio dell’uomo calma e corrobora l’anima,
Gli si addice il sapere, che lui sempre ama, lui stesso vuole cimentarsi
in ogni cosa,
Qualunque sia la ricerca, qualunque il mare e la vela, solo qui, infine,
scandaglia i fondali,
E dove, se non qui, potrebbe scandagliare i fondali?
Il corpo dell’uomo è sacro, e il corpo della donna è sacro – non
importa chi siano,
È forse uno schiavo? O uno di quegli immigranti con il volto inebetito,
appena sbarcato nel porto?
Ognuno risiede qui o altrove al pari dei ricchi, al pari di tè,
Ognuno ha nella processione il posto che gli o le spetta.
Tutto è una processione!
L’universo è una processione, con moto bello e armonioso!
Ne sai abbastanza da poter dare dell’ignorante allo schiavo o alla
persona dal viso inebetito?
Pensi forse di aver diritto a un posto in prima fila, mentre lui o lei non
hanno diritto neppure al posto?
Pensi forse che la materia si sia coesa dalla sua sparsa massa
galleggiante, e che la terra sia in superficie e che l’acqua
scorra e la vegetazione germogli solo per te e non anche per
lui o per lei?
Il corpo di un uomo all’asta!
Io aiuto il banditore – l’incapace non conosce neppure per metà il suo
mestiere.
Signori, guardate questa meraviglia!
Quale che siano le offerte dei presenti, non possono essere alte
abbastanza,
Per lui il globo si preparò per quintilioni di anni, senza un animale o
una pianta,
Per lui i cicli compirono le loro rivoluzioni regolari e costanti.
In questa testa, l’incomprensibile cervello,
E lì dentro e lì sotto si preparano gli attributi degli eroi.
Esaminate queste membra, rosse, nere o bianche – sono così ben
definite da tendini e nervi
Che bisogna denudarle perché possiate vederle.
Squisiti sensi, occhi pieni di vita, coraggio, volontà,
Fasci di pettorali, spina dorsale e collo sinuosi, carne non flaccida,
braccia e gambe robuste,
E lì in mezzo, altre meraviglie.
Lì dentro scorre sangue – lo stesso antico sangue! lo stesso fluido
rosso sangue!
Lì batte e pompa un cuore – lì ogni passione, desiderio, obiettivo, e
aspirazione,
Pensi forse che non ci siano, solo perché non espresse nei salotti o
nelle aule?
Questi non è solo un uomo – ma il padre di chi sarà a sua volta
padre,
In lui la genesi di popolosi Stati e ricche nazioni,
Da lui vite immortali, infinite, con infiniti godimenti e incarnazioni.
Come potrai mai sapere chi nascerà dal figlio di suo figlio lungo il
corso dei secoli?
Chi mai potresti rintracciare come tuo antenato se potessi risalire
lungo il corso dei secoli?
Il corpo di una donna all’asta!
Anche lei non è solo se stessa, ma la prolifica madre di madri,
È la fattrice di chi, crescendo, sarà il compagno di altre madri.
Le figlie sue, o le figlie delle sue figlie – chi sa con chi si
accoppieranno?
Chi può sapere quali eroi, nel corso dei secoli, potranno nascere da
loro?
In loro e da loro l’amore natale – in loro il divino mistero, il solito
antico bellissimo mistero.
Hai mai amato il corpo di una donna?
Hai mai amato il corpo di un uomo?
Tuo padre, dov’è tuo padre?
Tua madre, è viva? Sei stato molto assieme a lei? È stata molto
assieme a te?
Non ti accorgi che queste cose sono esattamente le stesse per tutti, in
ogni nazione e in tutti i tempi, su tutta la terra?
Se c’è qualcosa di sacro, il corpo umano è sacro,
E la gloria e la dolcezza di un uomo sono il segno di virilità incorrotta,
E nell’uomo o nella donna un corpo puro, sano, temprato, è bello come
il più bel volto.
Hai visto quello sciocco che ha degradato il suo corpo vitale? O quella
sciocca che ha degradato il suo corpo vitale?
Perché non si nascondono, né possono nascondersi.
Oh mio corpo! Non oso rinunciare a te o a quelle parti di te che sono
simili in altri uomini e donne!
Credo che ciò che amo in te debba resistere o cadere con ciò che amo
nell’anima,
Credo che ciò che amo in te debba resistere o cadere con le mie poesie
– perché sono poesie,
Poesie dell’uomo, della donna, del bambino, del giovane, della
moglie, del marito, della madre, del padre, del ragazzo, della ragazza,
Capo, collo, capelli, orecchie, lobo e timpano dell’orecchio,
Occhi, ciglia, iride, sopracciglia e l’aprire o il chiudere delle palpebre,
Bocca, lingua, labbra, denti, palato, mascelle e le sue articolazioni,
Naso, narici e setto nasale,
Guance, tempie, fronte, mento, gola, nuca e articolazioni del collo,
Spalle possenti, barba virile, scapole, clavicole e l’ampia cassa
toracica,
Omero, ascella, gomito, avambraccio, muscoli del braccio, ossa del
braccio,
Polso e articolazioni del polso, mano, palmo, nocche, pollice, indice,
falangi, articolazioni delle dita, unghie,
Torace ampio, peli del petto ricciuti, sterno, lati del torace,
Costole, addome, spina dorsale, vertebre,
Fianchi, cavità delle anche, forza delle anche, rotondità interna ed
esterna, testicoli, radice virile,
Un paio di cosce robuste, che ben sorreggono il tronco,
Tendini, ginocchio, rotula, femore, tibia,
Caviglie, collo del piede, plantare, dita del piede, falangi, tallone,
Tutti i gesti, ogni armonia, tutto ciò che appartiene al mio corpo o al
tuo o a quello di chiunque altro, che sia maschio o che sia
femmina,
Spugne dei polmoni, sacca dello stomaco, viscere profumate e pulite,
Cervello con le sue spire dentro alla scatola cranica,
Sistema simpatico, valvole del cuore, valvole del palato, sessualità,
maternità,
Femminilità, e tutto ciò che fa una donna – e l’uomo che è fatto dalla
donna,
Ventre, seno, capezzoli, mammelle, lacrime, riso e pianto, sguardi
d’amore, pene d’amore, emozioni,
La voce, la pronuncia, il linguaggio, il bisbiglio, le alte grida,
Cibo, bevanda, pulsazione, digestione, sudore, sonnolenza,
camminare, nuotare,
Mettere le mani sui fianchi, saltare, appoggiarsi, abbracciare,
flettere le braccia per stringere,
L’eterno cambiare della piega della bocca, e del contorno degli occhi,
La pelle, l’abbronzatura, le efelidi, i peli,
La curiosa attrazione che si prova quando con la mano si sente la
carne nuda del proprio corpo o del corpo di un’altra persona,
I flussi reiteranti del respiro, l’inspirazione e l’espirazione,
La bellezza della vita e poi dei fianchi, e poi giù, verso le ginocchia,
Le gelatine rosse e sottili dentro te, o dentro me – le ossa, e il midollo
nelle ossa,
La sensazione squisita di benessere,
Io credo proprio che queste non siano le parti e i poemi solo del corpo,
ma anche dell’anima,
Io credo che siano l’anima!
E se non sono l’anima, l’anima allora, che cosa è?